
domani, nemmeno domani. appunti per una storia universale dell'ossigeno in 20 volumi.
da peiligang alle baby gang, dai sumeri agli assiri, da omero a plotino, da platone a oniro con i suoi oneiroi, passando per anassimandro, anassimene, anassagora, protagora, pitagora, protanassimandrogeneide, plasocraristagossimandromeletemocritone, per finire con Ugo Bò, i sogni sono un fatterello che stuzzica in ogni quando l'appetito dei pensatori, pressappoco dacché successe che l'uomo s'intuì uomo.
dev'essere successa qualche cosa pure a me, se inizio a vuotarmi così bene nei sogni. al mattino mi sveglio e sono una càscara, una scorza d'uovo. e quando sei leggero così, ad alzarsi non ci vuole niente. una scorza d'uomo glicemico e proteico come zabaione.
il mondo dei sogni è la discarica più profumata che c'è, a volte. la materia che uno ci ha dentro non è spaventosa di suo. a pensarci il mondo stesso, quello reale, è fatto di materia scontrosa, ma alla fine della fiera conta di più il modo in cui metti insieme le cose. è il modo che spaventa, e la grazia è nel modo. è come in cucina, in un certo senso: ci vuole un tocco leggero e svelto, perché le cose riescano bene. e non si tratta di qualità degli ingredienti, ciascuno ha la sua qualità, e se la merita.
negli ultimi giorni cucino piatti evocativi, potenti e dettagliati. non mi piace più -da tempo- schiacciare tutto sotto il peso della panna o dell'olio extravergine. i grassi servono tutt'al più a lubrificare. quasi tutti i fluidi del mondo, a pensarci bene, sono veicoli o interpreti naturali.
il seme dell'uomo veicola omuncoli, il liquido amniotico insegna al feto la libertà di movimento, l'acqua -in forma di fiumi- unisce le vette del mondo ai suoi fondali, così come fa il sangue nell'organismo. l'olio fa girare meglio gli ingranaggi. il vino, dicono (anzi, dicevano), veicola la verità. e può farti interpretare il mondo un po' diversamente. e poi è antiossidante, favorisce il deflusso sanguigno.
il grasso dei miei sogni sono le pulsioni emotive. quando sono sovraccarico di tensione non riesco a sognare, cioè a ricordare, cioè a digerire. c'è una specie di sigillo di zucchero caramellato che tiene intrappolati i figli di Ipno a livello dell'esofago. ma stamane no, mi sembrava di essere appena uscito dal cinema, al risveglio.
dei figli di Ipno il mio preferito è Fantaso, lo scenografo. ma è Morfeo che cura i dettagli e fa sembrare tutto così vero. Fobetore non mi spaventa, gli incubi sono solo sogni. e il bello è che invece i sogni non sono solo incubi.
domani, nemmeno domani ci siamo, e sì che non saremo assenti. ma ci saremo, mai più, nel giro di qualche giorno, manca poco davvero. la tesi sarà presto una dis-tesi.
spero che questo mood ingrassi la punta della mia penna, sicché si riesca a mettere un punto fatto bene, bello tondo e leggibile. giuro che l'università è l'ultima cosa sensata che ho faccio nella vita. laspus.
saluto i miei sostenitori con una poesiola che fingerò di non aver composto io.
"ho di nuovo bisogno di nuovo
e di nuovo so dire vorrei
dormirò nell'albume di un uovo
per svegliarmi nel panta che rei"
(Ugo Bò, Il misticismo onesto di Hobu Ghergai, Ed. Benemalecreo, Parigi 2009)
5 commenti:
in altre parole ti senti bene.
"di nuovo so dire vorrei". ma COSA vuoi?
PS: non è vero, non è cambiato per niente il modo si scrivere. ed è un bene.
a saper leggere c'è scritto anche cosa voglio, nel post.. :P
voglio sostanzialmente smettere di frignare.
sapevo che avresti detto che non è cambiato niente!
C'è chi dei sogni ne fa materia, c'è chi della materia fa sogni. Io sto cercando disperatamente di suicidarmi nei miei percorsi onirici, nella speranza di verificare se è vero che la mente non conosce la morte.
sei tornato baccante? com'è stato non esserci?
È bello che tu sappia di nuovo dire vorrei... Anche la poesiola ne ha tratto giovamento ;)
In bocca al lupo per oggi, allora!
Posta un commento