giovedì 5 luglio 2007

Tanta gente parla nel sonno. Molta più gente parla nel sogno, e non se ne ricorda; e nessuno saprà che cosa dice mai; il sogno è la cosa più mia che ho io, la cosa più tua che hai tu. L'uccello prima o poi lo devi tirar fuori dai calzoni, quel che pensi te lo lasci scappare (se te lo lasciano dire), i segreti ce li raccontiamo, il buco del culo capita che un dottore te lo debba mettere in discussione. Ma i sogni, se non te li ricordi tu, stanno freschi stanno, e restano nel boh.

Sento dire, infatti, che dimentichiamo i sogni al risveglio, che ciò che ricordiamo è ben poco in confronto a quello che abbiamo sognato. E i sogni dimenticati sono solo di chi li fa, ahimene. Oppure, magari, vanno nel gran calderone del mito. Vanno ad aizzare il fuoco degli dei o ad ingegnare il piglio di chi lo saccheggia. Hybris.
Questo invece sentii dire da un tipo con gli occhiali, anni fa, a proposito del concetto di cultura (personale): essa è ciò che rimane quando dimentichiamo tutto quel che abbiamo imparato. Bravo. Fatto è che io ricordi bene questa frase, e giusta o ingiusta che sia, è parte della cultura mia.

Come si chiama invece quel che resta, all'alba, quando abbiamo rimosso in massima parte il "sognàme"? Boh, si chiama.

Alle 10 di oggi ho un esame. Ho dimenticato tutto ciò che ho letto. Vado a letto. Quel che mi resta in testa non mi sarà sufficiente, forse, a sbarcare un sorridente sigillo sul verbale. Ma se mi resta un pezzetto di sogno attaccato agli occhi, state certi che dirò boh e andrò di punto in bianco a farmi una passeggiata tra gli scassami di questa città chiatta di sole. Ho bisogno di pentirmi di qualcosa, e il sudore mi darà una mano.

Mentre l'amata mia mi parla in sogno, e sa soltanto lei cosa mi dice.

4 commenti:

Domhir Muñuti ha detto...

ho preso 30 e lode

Anonimo ha detto...

Grande!

Ah, che ricordi... Ti sembra di non sapere nulla e poi... Una Musa interiore inaspettata guida i tuoi pensieri scombinati e li riordina, come tessere di un puzzle che si compie davanti ai tuoi occhi.

L'adrenalina sale e ti spinge lontano, verso l'ignoto che non credevi di poter raggiungere.

E nell'attimo in cui tocchi il traguardo, alzi le braccia al cielo ed espiri solo felicità!

P.S. che esame era?

Domhir Muñuti ha detto...

Una cazzata :)
Forme e linguaggi della musica contemporanea.. corso monografico su john cage..

Unknown ha detto...

juan jaula aveva ragione, sogna l'amata che sogna te e ti risveglierai farfalla ...
Io sogno l'amata che sogna altro e una farfalla disturba il mio sonno.
O<-<