giovedì 12 aprile 2007



Bisognava salvare la faccia.
Del resto oggi ho finito di registrare la mia parte dell'EP di Ilenia. Tra poche settimane avrò un cd da ascoltare fino alla nausea; confido che Marco e Danilo, i fonici, facciano un lavoro potente, di quelli che spostano i mobili di casa e che il gatto non si fa vivo neanche per mangiare, ed è costretto a cercarsi un rifugio tra i mobili traslocati, bel casino, no, non è abbastanza, più casino voglio, alza il volume, crepa i woofer, ce lo compriamo nuovo, lo stereo, che ce frega.
Pesci rossi, si chiama lo studio. Al gatto piace, per ora. Due giorni è durata la mia sessione; come speravamo. Memorie fotografiche, screenshots, istantanee. Goldfish memories.
E così, d'un tratto, come alla fine di un qualcosa, di un lavoro, una strada, come alla fine d'un tratto, mi viene voglia - addirittura - di tornare ai toni abissali del tempo che è stato e che tornerà. Era l'estate incurabile di Parigi, avevo un libro in mano, stavo per spettinarmi.
Tra sette giorni ecco che compio gli anni, chi mi conosce sa quanti. Io dico: pochi. Cose da stelle cadenti, da rockstar suiccide (e non suiccide), Kurt Jim Jimi Janis e tutta la combriccola dell'Isola dei Famosi, che ancora c'è gente nuda coi capelli lunghi e i calzoni a zampa, i calzoni a zampa anche nudi, sì, e c'è un concerto, un grande concerto, e tutti contenti, girano canne, gira anche altro, e io passo, giro anche io insomma, e passo, ma prendo volentieri un altro bicchiere di quel vino di carta, però stavolta quasi quasi è un piacere vedere gente che si diverte, e dammi un panino con la salsiccia, che così il vino scende meglio, e col vino la salsiccia, e il pane che faticosamente la contiene.
Tra una settimana faccio gli anni. Il 19 aprile, così m'hanno insegnato.
Il 22 c'è una serata con Ilenia e i Radio Scascio al completo, mega set elettrico, all'Angel's Beer, a Torre Angela, raccordo, Casilina verso fuori, robba di cinquecento metri, poi mi pare sia una strada sulla destra, ma vi farò sapere meglio.
Siete tutti invitati, tanto io a parte la batteria porto, che so, una torta, niente di più.

1 commento:

TRIPwood ha detto...

Io c'ero. Stavo là pure io, l'ho vista, l'isola. Avevo pantaloni a vita bassa, capelli lunghi, una voglia immonda di stare nudo, la musica pulsava. C'erano le stelle cadenti, c'erano stelle e lune e tutto girava, le canne fulcro di rotazione, portavano il giorno procuravano la notte.
C'erano addirittura stelle nascenti, e sì, di fatto compievano anche gli anni, evidentemente nascenti ma già nate, da tempo, quanti anni non saprei, di certo pochi.
La vendemmia della carta quest'anno ha dato un buon vino, mi procuro un bicchiere, brindo alla sua.
Porterò la macchina fotografica, pellicole e sensori, raccoglierò fotogrammi per alimentare la memoria del mio pescerosso.
Il 22 non avrò impegni...tornerò dall'isola apposta, fatemi trovare una salsiccia in un pane insofferente e la canotta nera stirata. Il posto lo ricordo. La torta, se possibile, alla frutta.