mercoledì 20 dicembre 2006


Per una volta ci sta bene non dormire, per una ragione che non è stare in giro a fare il matto, che non è stare in buona o cattiva compagnia, che non è aver bevuto qualche caffè di troppo, che non è avere un impegno che non si può rimandare all'indomani.
La ragione è una straordinaria lucidità, ed è una cosa, questa, che capita davvero poche volte nella vita, e bisogna saperla cavalcare.
Diciamo che il beluga è un mammifero acquatico; fuori dell'acqua non sopravvive ma non può stare manco troppo a lungo in apnea.
E' vero, poi, gli spartiacque non ce li si crea da soli, e non ce li impone alcun sistema; gli spartiacque, come tutto, vengono a caso. E il caso non ha affatto il gusto del complotto, anzi, è l'unica forma di giustizia in cui credo, fermo restando che la sua azione andrebbe giudicata, se così si può dire, sull'eternità del tempo.
Non c'è più alcun filo da tirare per sbrogliare la matassa, e non c'è alcuna matassa. C'è solo da evitare di annoiarsi, avvilirsi e abbrutirsi inutilmente.
Qualche giorno fa ho dato il preavviso a quelli del lavoro che mi licenzio; il 1° gennaio del 2007 sarò a spasso, con la seconda e ultima busta paga spagnola in tasca. L'ultima per ora, sia ben chiaro. Poi, per due settimane, mi godrò il sicuro spettacolo di una Barcellona in dissolvenza, dissolvenza che mi auguro sia il meno possibile incrociata con quel che viene dopo.
Il 13 di gennaio con tutta probabilità suonerò in concerto con i Superfoley, il gruppo pop di cui faccio parte in qualità di batterista da due mesi, e che presto dovrà fare a meno di me.
Sì, perché il 15 di gennaio torno a Roma e ci resto, diciamo a tempo indeterminato. Non sono bravo a tener segrete le notizie importanti. Non sarò mai contattato da una loggia massonica per un colloquio di lavoro.
A Roma dovrò scrivere una tesi di laurea e appurare un certo numero di cose di cui, per me, sono già assolutamente certo: scrivere un articolo per una rivista, suonare la batteria tre volte a settimana, lavorare da cameriere, uscire tutte le cazzo di sere, dare un peso più giusto al tempo ed al denaro, smettere di dormire, subire nella distanza eppure molto da vicino l'agonia di una storia d'amore, son tutte cose che una volta che ne hai capito il meccanismo puoi farle, volendo, in qualsiasi posto del mondo e in qualsiasi momento. Quel che conta è non perdere mai il senso dell'orientamento e della priorità. E in questo, solo in questo, non mi sento ancora del tutto a mio agio, malgrado l'Anagrafe mi consegni senza appello a quell'età adulta di cui recentemente s'è parlato in questa sede.

4 commenti:

dandapit ha detto...

...Allora AUGURI!!!
il 2007 ti apre le porte alla grande!!!
Quanti progetti...!
...Poi, per l'età adulta...bisogna festeggiare, tipo il varo di una nave? con tanto di taglio di nastro?...
Ho letto ciò che ha detto Ape...(non c'è una linea di confine)...Però, sono belli i progetti, quelli sì sono come il varo di una nave!
;o)))

(l'account da Beta Blogger fa le bizze, non mi accetta, perciò devo registrarmi in altro modo)

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
k ha detto...

A Hig( ma porco giuda, mi fa sempre senso chiamarti con sto nome!) non so se devo essere felice o triste. Ma se atterri a Ciampino e non lavoro ti vengo a prendere io con la mia Punto del '96.

Anonimo ha detto...

In bocca al lupo per il tuo ritorno e per la tua vita nuova! A volte gli spartiacque sembrano molto grandi da lontano, poi quando ti avvicini acquistano una prospettiva che non fa più paura. Un pò come quella stradina di cui non ricordo il nome da cui si vede San Pietro sempre più piccola.