lunedì 27 agosto 2018

nonostante un controllo parentale un po' grottesco e orwelliano, dal computer al lavoro posso accedere al blog, e mi sembra non dico un segno, ma insomma una buona scusa e occasione per rimettermi a strimpellare con le parole.
ai più disattenti e a quella sparuta minoranza che non abbia seguito i miei gloriosi diari passati, ho un avvertimento da dare: non uso le maiuscole. non lo faccio per sembrare più interessante, in realtà dipende dall'abitudine a word e programmi affini, in cui le maiuscole dopo i punti e gli a capo vengono fuori da sole. nell'editor di blogger questo non accade e io sono troppo pigro per correggere un riflesso che tra l'altro è residuo degli anni dell'università, i quali, si sa, sono come una seconda adolescenza. un'adolescenza di sughero, anziché d'argilla com'è invece la prima.

è buffo constatare che ogni volta che mi metto a scrivere lo faccio più per noia che per necessità. mi sono sempre sforzato di trovare validi argomenti ma, vuoi per la mia innata incapacità di organizzare i pensieri, vuoi per il piacere di sparare cazzate, gli sforzi hanno sempre, finora, ceduto prima o poi il passo all'improvvisazione.

il foglio bianco non è però uno scivolo, che ti ci siedi, ti dai la spintarella e via. è più una collinetta erbosa e sconnessa da cui ti lasci rotolare come un bambino un po' stupido in gita alla selva di Paliano (qui per esempio la maiuscola ci va, perché non tutti conoscono Paliano; avessi scritto coca cola, avrei scritto coca cola). come i bambini che si rotolano giù per il pendio, dicevo, e se non stai attento ti fai male al polso, al costato, al ginocchio.

oh, l'introduzione è terminata, quindi posso parlarvi finalmente del vero motivo per cui oggi vengo finalmente alle mani col mio storico, glorioso blog dopo chissà quanti anni. nemmeno troppi per la verità.
il vero motivo, l'argomento di cui mi va di parlare è la conquista dello spazio. ora, è vero che ho un lavoro part time al museo delle scienze, ma francamente di astronavi, buchi neri e raggi gamma non me n'è mai fregato un cazzo. intendo invece parlare del nostro corpo, del mio, nell'atto di appropriarsi dello spazio che lo circonda e lo contiene. è un argomento delicato e complesso, che ha a che fare tanto con la deambulazione quanto con il consumo di droghe leggere.

stop.




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