venerdì 24 novembre 2006


Lacrime di coccodrillo nelle fauci del caimano

Mi hanno chiamato per una sostituzione di due giorni.
Quando meno te lo aspetti, eh...
Lavoro. Ci scappa pure un mezzo straordinario il che sono soldi, spiccioli, ma pur sempre soldi.
E sono così contento che mi concedo con disinvoltura qualche birra di troppo dopo il concerto dei Marlene; e torno a casa all'alba che non so se è l'alcool o il sonno a rendere obliqua la mia postura.
Che bel periodo!
E a fine anno uno come me si mette a tirare le somme.
E allora mi rendo conto che il lavoro è lavoro, gioie e dolori, ma che se vado a vedere non ho fatto quasi altro che lavorare- ohimè, in maniera indiretta certo- per una delle aziende del signor Berlusconi.

4 commenti:

Torna a casa Russia ha detto...

dopo anni di fatica vi posso dire con assoluta certezza che è mejo nun lavorà

k ha detto...

Mi viene il dubbio che anche io potrei rientrare in quel fantomatico milione di posti di lavoro in più. Improvvisamente mi ritrovo a cavalcare l'ondata irresistibile del miracolo italiano e capisco il vero motivo del mio recente "eterno sorriso".

mAgRiTtE ha detto...

Miracolo italiano? dal mio punto di osservazione esterno recente riesco a vedere solo una tragedia italiana..magari mi sbaglio, ma temo di no

k ha detto...

Magritte non ci conosciamo, ma guarda che scherzavo!